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250 modelli attivati, da Treviso a Milano, da Manduria a Gallipoli e fino al Passo Giau: “Dopo lo scetticismo iniziale, grazie anche al supporto di Fipe, la credibilità di un’offerta simile è aumentata. Si sta sgretolando quell’adagio per cui le macchine sostituiranno il personale”, afferma Fontana, che nel 2019 è stato anche inserito nella Top 100 under 30 di Forbes Italia. Bob, infatti, è più un fedele aiutante che un competitor in sala. Di fatto, «permette al cameriere di sgravarsi di alcuni compiti per concentrarsi maggiormente sull’interazione con il cliente e sulle attività di up-selling, suggerendo altri prodotti o combinazioni di menu», spiega Fontana. Non manca anche la funzione di consegna del piatto al tavolo, molto richiesta dalle catene della ristorazione. C’è anche la possibilità di trasformare il monitor frontale di Bob in uno schermo per le campagne marketing, le ordinazioni, la richiesta di informazioni e la guida del cliente al tavolo o in bagno (grazie a microfono e altoparlante con cui “ascolta” e “parla” ai suoi clienti, con la garanzia della privacy e della non archiviazione dei dati). Il tutto per 10-12 ore filate, un costo che si aggira intorno ai 350 euro di canone mensile e una manutenzione minima.

Caratteristiche premiate dal mercato che nel frattempo sperimenta con i kiosk (i totem digitali per le ordinazioni self-service, ndr) e guarda all’altro lato del servizio: la cucina. «Con un’altra startup stiamo pensando a come automatizzare alcuni processi ripetitivi in cucina con la possibilità di incidere sul food cost grazie alla razionalizzazione delle operazioni. Negli Usa, per esempio, Nala Robotics ha già lanciato il primo locale con cucina totalmente robotizzata. A Dubai, in Cina o Giappone l’utilizzo dei robot è molto avanzato. Per noi occidentali potrebbero essere un grande aiuto. Il cuoco rimarrà sempre centrale, così come il cameriere, ma le mansioni cambiano». E magari le paghe pure. Il personale, infatti, avrà un ruolo di «maggiore responsabilità e cura verso i clienti che non sono spaventati dall’interazione con il robot», assicura Fontana. Tendenza che si nota anche dalle richieste che arrivano da altri settori come quello industriale e ospedaliero alle prese con la mancanza di personale qualificato. Quasi un ritorno al passato dell’accoglienza, guidato dall’innovazione.

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leonardo.fontana@me.com

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